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Amore. Egoismo o altruismo?

 Amore. Egoismo o altruismo?

 L'amore è un sentimento gratuito, non è utilitaristico. È come il sole che sorge per sorgere e il fiore che fiorisce per fiorire. Punto.


L'amore è un sentimento puro, istintivo. Sin dalla nascita l'essere umano vuole amore, pretende amore, lo chiede e a volte lo implora a una mamma distratta, dopo a un amichetto di banco e più avanti al primo fidanzatino e via evolvendo.
L'essere umano, in questo viaggio terreno vorrebbe solo questo: amare ed essere amato.
Nelle disarmonie create dalla mancanza di questo sentimento, secondo me, si annidano tutti i problemi del mondo.
Per mancanza d'amore si diventa cinici, freddi, chiusi e a volte si arriva anche a compiere azioni cattive. Il non sentirsi amati, accettati, accolti, genera nell'essere umano, la paura di non esserci, di non esistere e cosa ben più grave, tale carenza và a ledere l'autostima al punto da indurre a pensare di non essere meritevoli, di non valere abbastanza da essere amati. Il rifiuto genera lo sconforto e priva la persona di quell'impalcatura personale, caratteriale, essenziale per costruire la propria identità.
Ora però ci chiediamo: è un sentimento puro l'amore? È fine a se stesso? Si amplifica nella sua bellezza solo nella gioia di darlo senza aspettarsi nulla in cambio o si aspetta comunque un ritorno, un ricambio, una gratifica conseguente al gesto di averlo manifestato?
Io credo che non esista un sentimento solo altruista, l'amore è tutte e due le cose, è egoistico perché ci rende felici ed è altruistico perché ci fa desiderare la felicità di chi amiamo.
In coppia per esempio, la fase dell' innamoramento è caratterizzata dal bisogno di soddisfare più le nostre esigenze che quelle della persona amata (come diceva Zucchero in una sua nota canzone: 'ti amo perché ne ho bisogno, non perché ho bisogno di te…').
Siamo quindi in una fase sentimentalmente egoista. Nel proseguire della relazione, entrando nella fase dell'amore vero e proprio, il rapporto sarà invece caratterizzato da un'alternanza di slanci egoistici e altruistici nei confronti della persona con cui si è scelto di costruire una relazione dotata di progettualità futura. L'equilibrio tra queste due contrapposte tendenze sarà fondamentale per il benessere della relazione di coppia e non c'è quindi da stupirsi nel ritrovarsi contemporaneamente per alcuni versi egoisti e per altri altruisti verso la propria metà.
L'amore longitudinale è quello che si struttura verso le generazioni che ci precedono, ovvero i genitori, i nonni, oppure verso le generazioni che seguono, i figli e i nipoti. Questo tipo di amore è molto più facilmente di tipo altruistico, ovvero si tende a dare senza necessariamente chiedere un ritorno. L'amore diffuso è invece l'amore rivolto indistintamente verso un gruppo allargato; ad esempio l'amore Cristiano per il prossimo non è diretto verso uno specifico individuo ma riguarda l'intera umanità. Anche questo tipo di amore ha una struttura prevalentemente altruistica.

A mio avviso quindi, l'amore è un sentimento che sfugge alla definizione di altruistico o egoistico, semplicemente perché nel darlo siamo già gratificati, abbiamo già un ritorno, siamo felici… Quindi amiamo per altruismo e per l'egoistico ritorno dall'averlo manifestato.

Madre Teresa di Calcutta ha fatto per il mondo intero delle cose incredibili ed eccezionali e le ha fatte perché la facevano stare bene. Non avrebbe mai potuto fare una vita diversa perché sarebbe stata infelice. Ha amato altruisticamente, si è spesa per gli altri senza riserve, ma nel contempo si è egoisticamente regalata gioia e gratificazioni per la sua anima.

Amiamo gli altri perché questo sentimento fa stare bene noi. L'amore non è mai solo altruistico o disinteressato. L'amare rende felici in primis noi, che riceviamo già nel dare.

Allora amiamo e lasciamoci amare. Diamo e riceviamo per poter dare ancora… Il segreto della felicità, se non avessimo troppe sovrastrutture cerebrali ad offuscarci e a complicarci l'esistenza, sarebbe cosa semplice!

E voi, che ne pensate?

Giovanna Politi
Le connessioni. Virtuali e umane?
Quale bellezza?

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