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Educare alla bellezza

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Educare alla bellezza, al sentimento, alla legalità, al bene comune. Questi gli obiettivi del progetto che svolgo da anni nelle scuole di primo grado, perché credo fortemente che sia necessario e vitale puntare al ben-essere interiore dei nostri figli più che al loro benessere materiale.

Peppino Impastato sosteneva che educare alla bellezza sarebbe stato l'unico mezzo di prevenzione contro la violenza e cito testualmente: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. All'esistenza di orrendi palazzi sorti all'improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».

Sollecitare lo stupore per la bellezza, far incantare un bambino dinanzi ad essa, proporgliela sotto svariate forme, è un regalo a lungo termine sulla sua persona, un investimento redditizio, il migliore che un genitore e un educatore possano fare!

Sin da piccolissimi ho portato i miei figli a teatro, gli ho fatto visitare le mostre e in viaggio in una nuova città gli ho fatto fare incetta di opere d'arte, chiese e monumenti. Li ho portati ad estasiarsi dinanzi alla Cappella Sistina, gli ho comprato un libro a settimana iniziandoli alla lettura sin dalla tenera età, gli ho letto favole e poesia, gli ho fatto ascoltare musica classica.

Oggi non sono né musicisti, ne pittori, hanno scelto filologia e biologia, ma portano ogni giorno nel loro mondo la sensibilità che la bellezza gli ha regalato e se ne nutrono anche in assenza di stimoli esogeni, come sta accadendo in questo periodo di fermo da ogni attività ludico-ricreativa.

L'educazione alla bellezza è il fondamento di ogni società civile avanzata. In Danimarca, per esempio i bambini hanno nel loro programma scolastico l'educazione alla bellezza e alla felicità, perché con lungimiranza, gli addetti ai lavori, hanno compreso l'importanza che gli stimoli verso la bellezza possano svolgere nella costruzione del sentimento dell'empatia e quanto quest'ultima possa coadiuvare il processo di sviluppo armonico del bambino.

Durante la fase evolutiva, spesso si tende a focalizzare l'attenzione esclusivamente sullo sviluppo cognitivo, penalizzando l'aspetto emotivo.

L'adulto in questo, ha un ruolo fondamentale. L'educazione affettiva, se mal gestita, o addirittura sottovalutata, può, col tempo, trasformarsi in ANALFABETISMO EMOTIVO: il bambino, diventato adulto, non sarà in grado di riconoscere le proprie emozioni e quelle altrui.

Devono invece essergli forniti gli strumenti necessari per individuare e gestire le emozioni proprie e quelle degli altri, dando alle stesse un nome e un colore, una forma e un'espessione.

Un bambino educato in questo modo, avrà i mezzi per essere un adulto capace di relazionarsi con agli altri con rispetto, di empatizzare per comprendere le altrui ragioni e di potere, avendo una buona autostima, accedere alle proprie risorse interiori per essere felice.

Educare al bello è montessoriano. Maria Montessori infatti scriveva: "È la bellezza in tutte le sue forme che aiuta l'uomo interiore a crescere". Nei suoi scritti evidenzia l'importanza di vivere in un ambiente bello, pulito e ordinato, a partire dalla casa. Ogni insegnamento montessoriano valorizza la cura e l'attenzione che si mettenell'ambiente di vita, per renderlo bello e a educare il nostro senso estetico. Al centro c'è il bambino, sempre, che nei suoi spazi deve sentirsi libero e ascoltato. In un ambiente a sua misura, il bambino si sente sicuro di fare e di essere, si sente bello e percepisce la fiducia che i grandi gli stanno dimostrando.

Anche nel modello educativo proposto da Rudolf Steiner, fondatore di un altro famoso metodo pedagogico, le esperienze visive, sonore, olfattive, tattili, di movimento e di linguaggio vanno oltre il puro concetto di bellezza, perché sono esperienze che permettono ai bambini di sviluppare le proprie facoltà sensoriali.

Insieme alla manualità, la vista del bello accompagna un sano processo di crescita. L'atteggiamento artistico è qualcosa di più di un calendario di laboratori di pittura, di musica e di recitazione. Serve per prevenire il precoce indurimento, la cessazione della creatività. La bellezza stimola e rafforza la fantasia e la nascente forza di giudizio.

Investiamo quindi di più in libri, colori, esperienze artistico/sensoriali per i nostri figli. Parliamo con loro, ascoltiamoli, spieghiamogli ciò che vedono intorno, incuriosiamoli. Insegniamo loro a non dare nulla per scontato, stupiamoci sempre dinanzi alla bellezza e così saranno portati a fare loro; non facciamo il callo alle meraviglie della natura per esempio, essa ci sorprende ogni giorno! Facciamo annusare un fiore ai nostri bambini, facciamogli rispettare l'ape che ne succhia il nettare, facciamogli dare sfogo alle sue passioni che siano artistiche o sportive.

Educare alla bellezza significa anche prevenire il bullismo, la violenza; la bellezza insegna a gestire le sensazioni negative come rabbia e paura, sconforto e disperazione. La bellezza e il sentimento sono l'unico modo per prevenire ogni male e a mio avviso dovrebbero essere insegnate anche nei luoghi atti al recupero, perché quantunque necessaria, la sola azione punitiva non estirpa il male, anzi a volte ne amplifica il rumore enfatizzando i peggiori sentimenti.

Albert Camus diceva: "La Bellezza senza dubbio non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della Bellezza".

Allora, abbandoniamoci ad essa, laciamocene contagiare e insegniamola alle nuove generazioni… Non solo forse loro l'unica speranza che abbiamo per un futuro migliore?

Giovanna Politi

Il valore della parola
Stop alla violenza

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