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La complicità è la più alta forma d’intesa

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Ciò che definiamo complicità è la forma più alta e gratificante d'intesa. Due persone complici possono comunicare tra loro anche tra la folla. Con uno sguardo. Che dono!

Mi è capitato una sola volta nella vita di avere la complicità perfetta con un uomo… Sapeste quanta fatica in meno e l'intendersi che meraviglia! Comunicare diventa semplicissimo e a volte non servono nemmeno le parole, l'intesa perfetta sa svelarsi in uno sguardo, in una frazione di secondo, in un gesto insignificante; ed anche in meno di questo: in un silenzio, in un certo modo di stare in silenzio. In un attimo, il tempo di un batter di ciglia, tutto appare chiaro come se fosse scritto in parole su carta, senza alcuna possibilità o margine di errore.

Chi non ha fatto questa esperienza almeno una volta nella vita, non sa di quali immense, stupefacenti potenzialità sia depositario il mistero dell'altro sesso: quello maschile per la donna e quello femminile per l'uomo.

Può accadere che un uomo e una donna si pensino nello stesso istante, che si cerchino nel medesimo momento, che avvertano quel che passa nell'anima dell'altro con la stessa chiarezza e, a volte, anche con una semplicità maggiore, di quanto riescano a comprendere della propria.

Non può essere un caso; non può essere una serie di mere coincidenze. Non esistono coincidenze, tanto meno a simili livelli di intensità.

Il mistero di uno sguardo, per esempio: uno sguardo che comprende tutto, che afferra tutto, che si commuove per la nitidezza estrema con cui la realtà dell'altro gli si svela istantaneamente, fin nelle pieghe più riposte dell'anima, quelle che nemmeno lui o lei conoscono davvero. Sapeste che meraviglia!

La complicità è il presupposto di ogni ulteriore intimità, psicologica e affettiva tra due esseri umani, quella che si può instaurare in presenza di determinate condizioni fra un uomo e una donna e coincide con la forma più alta e gratificante d' intesa che possa mai realizzarsi tra loro: più alta anche dell'amore stesso.

La complicità se c'è è immediata, istintiva, e si realizza quando due persone sono attratte l'una dall'altra e quando son consapevoli che tale attrazione sia reciproca e abbia come comun denominatore il grande e commovente mistero ad essa sotteso. L'amore.

Mi è capitato di pensare che la poderosa corrente energetica che si sprigiona in certi incontri fra l'uomo e donna, li renda depositari di un segreto che chiunque altro ignora; per cui essi si trovano, quasi di colpo, nella condizione privilegiata di sapere, con lo stesso grado di certezza di una verità matematica, se non anche maggiore, una serie di cose che gli altri, tutti gli altri, anche coloro i quali, in un certo momento, si trovano lì accanto, non potrebbero neppure immaginare. Come si può definire tutto ciò? Magia!

Vi chiederete, ma la complicità è quindi qualcosa che si può provare solo in coppia o può accadere anche tra amici e tra due persone dello stesso sesso?

Alla base della complicità c'è l'empatia, per cui sicuramente è possibile che accada anche tra persone molto affini legate da una profonda amicizia la cui intesa è così alta da farle essere affini tanto da intendersi al volo non solo nei pensieri e nelle azioni, ma anche nelle intenzioni.

Certo, è innegabile quanto in coppia la sensazione possa essere al tempo stesso esaltante, sorprendente, indicibilmente unica ed intensa: i soggetti coinvolti stanno comunicandosi segretamente e all'insaputa di tutti, sotto il naso degli altri, le confidenze più intime.

Ecco perché, nello sguardo di un uomo e di una donna fra i quali si è instaurata una corrente di complicità, compare immancabilmente quella luce strana, segretamente radiosa, che traluce obliquamente, come una promessa che non si può tradurre in vocaboli precisi.

Essi, in quei momenti, sanno qualcosa che gli altri ignorano, che sono lontanissimi dall'immaginare; non si sono scambiati, forse, nemmeno una parola: eppure è come se si fossero fatti un intero discorso, lungo e articolato.

Al tempo stesso, essi sanno che il fatto di condividere quella consapevolezza, contemporaneamente e intensamente, li pone nella impossibilità di venire compresi dagli altri: se pure la volessero esprimere, gli altri non capirebbero, per il semplice fatto che non si tratta di un' esperienza che si possa trasferire, ma soltanto vivere.

Improvvisamente e magicamente, quell'uomo e quella donna, grazie al loro incontro e alla presenza l'uno dell'altra, si sono trovati proiettati fin sulla soglia di un grande mistero, un mistero che invano la mente razionale si sforza, da tempi immemorabili, di sondare e di forzare: il mistero dell'unità nella diversità.

Essi sono due, ma è come se fossero divenuti uno e l'hanno intuito proprio in quell'istante, con quello sguardo, con quel sorriso di complicità.

Io ho provato questa magia, per cui so bene di cosa parlo… Se voleste conoscerla anche voi, un solo consiglio: Non sceglietevi mai per età, per conto in banca, per status sociale, ma per un'aderenza spirituale, fisica, chimica, intellettiva... Perché solo allora conoscerete la magia e, vi assicuro, che solo quel tipo di congiunzione sarà in grado di superare la maledizione della consunzione del tempo continuando a vivere anche quando dovesse smettere di essere vissuta. Buona vita a tutti!

Giovanna Politi
Trova la chiave e apri la porta. Felicità
Omologazione… E il pensiero che fine fa?

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