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La potenza del perdono

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Il perdono è la cessazione del sentimento di risentimento nei confronti di un'altra persona; è quindi un gesto umanitario con cui, vincendo il rancore, si rinuncia a ogni forma di rivalsa di punizione o di vendetta nei confronti di un offensore.

Perdóno è un vocabolo che non deriva dal latino e, come il verbo perdonare, non esiste su alcun vocabolario latino. Il termine è stato coniato per la prima volta in lingua volgare, ossia in italiano arcaico. Storicamente, il primo ad usarlo lasciandone traccia fu Francesco D'Assisi, al ritorno dalla Crociata d'Egitto; egli, uomo di grande levatura spirituale, prima e oltre che culturale, scrive per la prima volta intorno al 1200 «Beati quelli che perdonano per lo Tuo Amore».

Il perdono, a mio avviso, è la più grande forma d'amore, la più potente, la più coraggiosa… Quella di cui gode il perdonato con immenso beneficio di chi accorda il perdono!

Chi trova la forza di perdonare si concede il regalo più bello: quello di riallinearsi l'anima.

E quando quella brilla di luce, tutto è armonia, bellezza… e beneficio per la salute!

Il perdono è comprendere, accettare e superare il rancore, il risentimento o la delusione per gli errori commessi da chi amiamo ed è fondamentale per poter vivere felicemente. La bellezza dell'essere umano consiste proprio nella sua complessità, nel suo reagire imprevedibilmente al destino, nella sua fallibilità ed è in questi casi che l'amore e il perdono sono essenziali, altrimenti sarebbe vano vivere.

Perdonare non è sinonimo di giustificare, dimenticare o riconciliarsi. Quando una persona giustifica un determinato comportamento, si rende conto che l'autore del torto potrebbe aver avuto un valido motivo per fare ciò che ha fatto. Al contrario, quando una persona perdona, identifica chiaramente il comportamento dell'altro come moralmente sbagliato, ma accetta l'altro e riconosce il suo valore intrinseco nonostante l'offesa. Inoltre, quando una persona perdona, offre ciò che può alla persona perdonata, ad esempio la propria compassione. Con la riconciliazione, invece, entrambi i protagonisti devono fare la propria parte per ripristinare la situazione, in particolare colui che ha sbagliato deve fare dei passi avanti per ristabilire la fiducia. Pertanto, è possibile perdonare anche senza riconciliarsi.

"Il perdono è un'arma potente, perché libera l'anima e rimuove la paura", scriveva Nelson Mandela.

La libertà è il dono, perché perdonare ci libera dalle ferite del passato, permettendoci di fare pace con esso. La gratuità è il dono, perché il perdono non può mai essere legato a vincoli o obblighi di alcun tipo; quando mettiamo condizioni al perdono non perdoniamo mai del tutto, ma lasciamo una porta aperta all'amarezza e al rancore. Il perdono è un dono perché viene offerto spontaneamente, senza che l'altro lo meriti, lo chieda o lo sappia.

Perdonare non è un gesto di debolezza o di sconfitta, ma un dono di libertà estrema, perché nel perdono risiede la decisione consapevole del ricordare, ma anche del "lasciare andare", che a sua volta conduce ad una comprensione intima e profonda della possibilità di trasformare il dolore che l'offesa ha causato.

Il perdono non è un semplice atto quindi, ma un vero e proprio processo di cambiamento, che, nella sua dimensione costruttiva, ci porta a fare i conti con i nostri limiti, la nostra vulnerabilità e la nostra fragilità ed è per questo che spesso risulta essere così faticoso, perché per perdonare c'è bisogno di coraggio e di amore, per gli altri sicuramente, ma soprattutto per se stessi. Già verso se stessi…

Perché esiste poi anche l'auto-perdono e si riferisce al grado di perdono verso se stessi in seguito al misfatto che si è commesso o si pensa di aver commesso.

Si possono provare infatti emozioni altamente negative verso di sé (ad es. rabbia, colpa, vergogna) dopo aver percepito di aver ferito qualcun altro o di aver violato i propri standard morali.

Perdonarsi per un errore commesso è impresa assai difficile perché sappiamo essere giudici molto severi con noi stessi. Il perdono arriva solo quando accettiamo di essere esattamente ciò che siamo, esseri umani con paure, insicurezze ed emozioni che possono modificare il nostro cammino. Il perdono arriva quando capiamo che fallire è lecito e sbagliare è permesso. I passi che definiscono il perdono sono gli stessi che abbiamo considerato prima, solo che spesso quando siamo noi a dover perdonare noi stessi, aspettiamo prima di ricevere l'approvazione degli altri,dimenticando che l'unica persona a cui dobbiamo chiedere approvazione siamo noi e noi soltanto. Perché ognuno è il miglior giudice di se stesso, la propria coscienza lo è.

Dobbiamo quindi imparare ad autoassolverci, a perdonarci, facendo il sano proposito di cercare di non incorrere più in quell'errore, ma con la consapevolezza di ritenerci esseri umani fallibili e come tali soggetti a cadute, errori. Condannarsi serve a poco, invece perdonarsi ammettendo le proprie colpe è un atteggiamento sano, costruttivo e propositivo.

Il perdono è un processo di ricostruzione che parte dall'amore per se stessi e che, al tempo stesso, toglie all'altro il potere di ferirci; per questo il perdono è un dono che facciamo a noi stessi oltre che all'altro.

"Il perdono – scrive MarianneWilliamson – è la memoria selettiva che ci permette di concentrarsi sull'amore (per noi stessi) e lasciare andare il resto".

Il perdono è un dono perché ci viene in aiuto quando la vita ci mette di fronte a situazioni nuove o simili a quelle che abbiamo già vissuto in passato, ricordandoci che non è tanto quello che ci capita, ma ciò che ne facciamo con quanto ci è successo.

"Ama te stesso, accetta te stesso, perdona te stesso e sii buono verso te stesso, perché senza di te tutti noi saremmo privati di una risorsa meravigliosa."

Leo Buscaglia

Perdona gli altri, sii clemente, libera l'anima… Ne gioverà più la tua sicuramente!

Giovanna Politi

La palestra per l’anima
Solidarietà ed empatia

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