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Solidarietà ed empatia

solidarieta

La solidarietà non è un principio generico ma, come ha stabilito la Corte costituzionale nel 1992, è tra i valori fondanti dell' ordinamento giuridico, tanto da essere solennemente riconosciuto e garantito, insieme ai diritti inviolabili dell'uomo, dall' articolo 2. della Carta costituzionale, come base della convivenza sociale normativamente prefigurata dal costituente. Il principio, dunque, non ha solo valore descrittivo, la solidarietà non è una speranza e nemmeno semplicemente un obiettivo da raggiungere.

La solidarietà è anche una vera e propria virtù morale, non è solo un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone vicine o lontane. Al contrario, è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno, perché tutti siamo veramente responsabili di tutti. È un sentimento di fratellanza, di aiuto materiale e morale tra le persone di un gruppo, di una collettività. È una forma di impegno etico-sociale a favore di altri, ovvero un atteggiamento di benevolenza e comprensione che si manifesta fino al punto di esprimersi in uno sforzo attivo e gratuito, teso a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che abbia bisogno di aiuto.

Per essere solidali però, bisogna essere empatici, per essere d'aiuto agli altri è necessario immedesimarsi nella loro storia, ascoltarli, guardarli negli occhi e vestire la loro pelle. Se non si è disposti a smettere i propri panni per indossare quelli altrui, non si potrà conoscere la profondità di questo meraviglioso sentimento che tanto potrebbe arricchire l'umano viaggio di ognuno.

L'empatia è un'abilità sociale di fondamentale importanza e rappresenta uno degli strumenti di base di una comunicazione interpersonale efficace e gratificante. Nelle relazioni interpersonali l'empatia è una delle principali porte d'accesso agli stati d'animo e in generale al mondo dell'altro.

L'empatia è la capacità di "mettersi nei panni dell'altro" percependo, in questo modo, emozioni e pensieri. E' un termine che deriva dal greco, en-pathos "sentire dentro", e consiste nel riconoscere le emozioni degli altri come se fossero proprie, calandosi nella realtà altrui per comprenderne punti di vista, pensieri, sentimenti, emozioni e "pathos". L'empatia è un'importante competenza emotiva grazie alla quale è possibile entrare più facilmente in sintonia con la persona con la quale si interagisce. Grazie ad essa si può non solo afferrare il senso di ciò che asserisce l'interlocutore, ma si coglie anche il significato più recondito psico-emotivo. Questo ci consente di espandere la valenza del messaggio, cogliendone elementi che spesso vanno al là del contenuto semantico della frase, esplicitandone la metacomunicazione, cioè quella parte veramente significativa del messaggio, espressa dal linguaggio del corpo, che è possibile decodificare proprio grazie all'ascolto empatico.

Bisogna essere empatici quindi per essere davvero solidali ed esserlo significa offrire, quando possibile, il proprio aiuto a chi ne ha bisogno, ma anche osare chiedere aiuto se ci si sente esausti, sopraffatti, vulnerabili. Parlare delle proprie preoccupazioni e delle proprie emozioni permette di fermarsi un attimo, di riflettere su ciò che si sta vivendo, di guardare le cose da un'altra prospettiva, per affrontare meglio le sfide alle quali si è confrontati.

La solidarietà e l'aiuto reciproco sono valori irrinunciabili, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo. Fanno bene sia alla persona che viene sostenuta, che alla persona che offre aiuto, la quale può sentirsi orgogliosa di contribuire al bene comune.

Per comprendere a fondo il significato di una parola ritengo sia imprescindibile conoscere la sua etimologia, da dove nasce questa parola e perché è venuta l'esigenza di usarla. Il termine solidarietà, viene da solidale, di origine latina (in solidum), che vuol dire "obbligato". Essere solidale quindi vuol dire essere obbligato, essere legato a qualcuno o a qualcosa in modo solido. La solidarietà pertanto è la condizione di chi è solidale con gli altri, ovvero di chi è legato in maniera solida con qualcuno.

La solidarietà passa attraverso le relazioni autentiche. Se saremo in grado di uscire dal nostro egoismo, se saremo capaci di dire "tu mi interessi", se sapremo metterci al fianco di chi ha bisogno del nostro calore, allora saremo capaci di sperimentare la solidarietà e solo allora saremo veramente uniti in solidum con l'altro. La solidarietà quindi parte dal cuore. È un moto interiore che contagia in primo luogo noi stessi e poi le persone che abbiamo intorno.

Quando invece giriamo la testa nella direzione opposta a chi sta soffrendo, quando nonci immedesimiamo nelle altrui difficoltà tanto da volerle condividere e provare a risolverle, quando presi dal nostro egoismo chiudiamo la porta della nostra casa confortevole dimenticando chi fuori dorme in un cartone, non stiamo praticando la solidarietà.

Quando parliamo dei migranti come fossero "un fenomeno" e non esseri umani che scappano da situazioni allucinanti che non possiamo nemmeno immaginare, quando pensiamo soltanto di non doverli accogliere nella nostra terra e anzi crediamo che sarebbe giusto rispedirli in casa loro, noi non siamo solidali e veniamo meno a un dovere sacrosanto della morale umana e a un principio dei diritti dell'uomo della Costituzione italiana.

Basterebbe aprire gli occhi uscendo di casa, guardarsi attorno, esserci e non solo essere, sempre di corsa e chiusi nel nostro individualismo… Ci accorgeremmo di mille situazioni in cui potremmo allungare la mano, offrire una spalla, aprire le braccia. Gli altri siamo noi, cantava Umberto Tozzi…Già, e a volte dovremmo anche pensare che da un momento all'altro, potremmo essere noi quelli ad aver bisogno di quella mano allungata, di quell'abbraccio caldo, di quella spalla su cui piangere per dare tregua ai nostri affanni.

Giovanna Politi

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