By accepting you will be accessing a service provided by a third-party external to https://www.giovannapoliti.it/

Trova la chiave e apri la porta. Felicità

felix

La felicità è indipendente da fattori esogeni, è uno stato d'animo che si conquista facendo ricorso alla proprie risorse interiori dopo averle intercettate, individuate e acquisite anche attraverso l'esercizio della gioia, a cui invece servono stimoli esterni per esplodere!

Per la felicità servono coraggio, azione, rivoluzione e per raggiungerla bisogna avere la consapevolezza che solo l'intelligenza emotiva può darci. Quest'ultima viaggia su un binario differente da quello dell'intelligenza razionale a cui basta acquisire ed elaborare nozioni e dati per ampliarsi e poi a sviluppare un pensiero critico per completarsi. Perché invece l'intelligenza emotiva si costruisca e si alimenti, è necessario un percorso, che dovrebbe iniziare da piccolissimi ma che si fa sempre in tempo a costruire, in cui ci siano stimoli per la creatività, attività per sviluppare l'empatia, socializzazione per imparare a confrontarsi e a dialogare.

Diciamo che servono a ben poco un cervello brillante e un elevato quoziente intellettivo se non si conoscono le doti per entrare in empatia, se non si sanno leggere le emozioni proprie e degli altri, se si è stranieri per il proprio cuore e privi di quella coscienza sociale necessaria per imparare a connettersi, a gestire la paura, ad essere assertivi… L'Intelligenza emotiva è, che lo si voglia o meno, un'autentica chiave per essere felici.

Questo tipo d'intelligenza è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo "Emotional Intelligence".

Avviarono una vera e propria rivoluzione culturale con i loro studi, intuendo per primi l'importanza della valorizzazione delle emozioni per i processi del pensiero e del comportamento, definendola come "La capacità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie ed altrui, distinguere come utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni.

Quando mente e cuore dicono la stessa cosa si è in equilibrio. Quando è presente in noi questa coerenza siamo felici perché stiamo usando appieno l'intelligenza emotiva. Ciò che sentiamo, ciò che pensiamo e ciò che facciamo sono in sintonia. Stiamo promuovendo il nostro benessere!

Ci sono dei momenti in cui siamo completamente d'accordo con noi stessi, altri in cui la ragione ci invita a comportarci in un modo ma noi facciamo il contrario, e altre ancora in cui sentiamo che comportarsi in un determinato modo è sbagliato ma poi lo facciamo ugualmente. In ognuno di questi casi possiamo comprendere a che livello si trovi la nostra intelligenza emotiva.

Riconoscere questo conflitto (che tutti abbiamo) è il primo passo per riappropriarsi della propria felicità. Risolvere questo dialogo interno è necessario per raggiungere il benessere in ogni ambito della nostra vita.

Ognuno di noi conosce bene quello che dovrebbe o non dovrebbe fare per migliorare la propria situazione, ma non sempre agisce di conseguenza. Se la nostra situazione non migliora è solamente perché non abbiamo intrapreso la strada che conduce alla realizzazione delle nostre esigenze più profonde e autentiche. Quando impareremo a dire sì a noi stessi, le cose cambieranno.

Ci piace rimanere nella nostra zona di comfort e rimandare quello che dovremmo fare. Procrastinare diventa un'abitudine e quindi anche la situazione in cui ci troviamo diventa parte di una routine dalla quale ci sembra impossibile uscire. Eppure basterebbe veramente poco per cambiarla. Come? Iniziando a cambiare quello che stiamo facendo. Iniziando a dire sì a quello che sentiamo giusto e iniziando a dire no a quello che ci viene più facile ma sappiamo non essere la soluzione idonea al nostro problema.

Ma perché è così difficile attuare il cambiamento? Perché il nostro istinto di sopravvivenza cerca di difenderci facendoci andare verso ciò che è noto, verso la sicurezza. Scelte mai prese conducono a risultati mai ottenuti e quindi andremmo verso l'ignoto; l'istinto di sopravvivenza invece, funziona, ahimè o per fortuna, diversamente: ci spinge sempre verso ciò che è più facile, più comodo, c'invita a muoverci sempre nella direzione della sicurezza senza tener conto che il benessere di cui veramente abbiamo bisogno si trova dietro alle difficoltà che non abbiamo il coraggio di affrontare… Ma è tutt'altro discorso se in noi trova una mente allenata!

E per allenarla dobbiamo lavorare come facciamo per i muscoli in palestra. Come? Leggendo libri, ascoltando musica, andando a teatro, visitando mostre, viaggiando, curando una passione (carburante del motore che muove il mondo), prendendoci cura di noi stessi in toto, anche perché farlo ci renderà più benevoli verso gli altri. La felicità si costruisce, non arriva perché fuori c'è il sole, perché abbiamo avuto una promozione o perché siamo innamorati… quello ha a che fare con la gioia, con la soddisfazione, con l'adrenalina in circolo, cose che vanno a determinare il nostro stato d'animo del momento, ma che possono mutare in un attimo come ogni cosa sostenuta dai fattori esogeni.

La felicità è ben altro, è una conquista lenta e progressiva di uno stato dell'anima a cui si può attingere in ogni momento, anche di vuoto, anche di silenzio, anche in assenza di tutto, proprio come nel momento storico che stiamo vivendo. Perché è in noi il segreto, nella nostra stessa essenza, dobbiamo solo imparare a tirarlo fuori e ad utilizzarlo, innanzitutto smettendo di lagnarci e di piangerci addosso costantemente, smettendo di praticare il vittimismo e cominciando a promuovere l'azione oltre l'intenzione, la volontà oltre il desiderio.

Siamo esseri completi, non siamo la metà di nessuno e non ci serve nessuno per essere felici, gli altri ci servono per la gioia della condivisione, non per il completamento della nostra persona.

Quando raggiungeremo questa autonomia di pensieri e di sentimenti, saremo più felici per noi stessi e nelle relazioni con gli altri che non saranno più basate sul "prendere" perché da soli non ci si basta, ma su uno scambio equo e fertile, elemento fondante di una relazione sana.

Guardate le acque del fiume e i gigli del campo, guardate il sole. Sorge per sorgere. Punto. Il segreto della felicità è tutto qui. Più facile del previsto, vero?

Provateci anche voi!

Stop alla violenza
La complicità è la più alta forma d’intesa

Related Posts

 

Comments

No comments made yet. Be the first to submit a comment
Already Registered? Login Here
Guest
Giovedì, 26 Novembre 2020
If you'd like to register, please fill in the username, password and name fields.
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
2708896
Oggi
Ieri
Questa Settimana
Questo Mese
Totale
515
1340
7018
56983
2708896

Online (15 minutes ago):19
no members

Your IP:34.237.138.69

Sito ufficiale di Giovanna Politi, tutti i diritti sono riservati e i contenuti sono di proprietà dell'autrice.

E' pertanto vietata la riproduzione, anche parziale, senza esplicita richiesta alla stessa.
(Siae, sez.Olaf)

© 2020 Your Company. All Rights Reserved. Designed By SaVaRiCa
23 Novembre 2020
Di-Lune-dì
La violenza si compie tutte le volte in cui si esercita abuso di potere verso un soggetto più debole sia esso uomo, donna, bambino, anziano, disabile.Ormai da anni, il 25 novembre è la giornata mondiale contro il femminicidio, delitto efferato e inco...
16 Novembre 2020
Di-Lune-dì
La felicità è indipendente da fattori esogeni, è uno stato d'animo che si conquista facendo ricorso alla proprie risorse interiori dopo averle intercettate, individuate e acquisite anche attraverso l'esercizio della gioia, a cui invece servono stimol...
09 Novembre 2020
Di-Lune-dì
Ciò che definiamo complicità è la forma più alta e gratificante d'intesa. Due persone complici possono comunicare tra loro anche tra la folla. Con uno sguardo. Che dono!Mi è capitato una sola volta nella vita di avere la complicità perfetta con un uo...