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Viviamo per sceglierci o ci scegliamo per vivere?

DiLuneDì

Cosa si cela dietro quell'alchemico incontro di un attimo che dapprima unisce due sguardi, poi due cuori e due corpi persi inesorabilmente nello stesso volo? Era già tutto previsto?

Ma poi il destino esiste o siamo noi a scegliere?

Credo che in qualche modo una direzione prestabilita esista. Mi piace pensare che se certe cose sono destinate a noi, ci raggiungano prima o poi nella misura di quanto noi siamo disposti ad accoglierle, custodirle, al coraggio che siamo in grado di sfoderare per viverle. L'amore per esempio, è per i coraggiosi. Quanti morti conosciamo? Quante persone impaurite dalla vita che vanno accontentandosi perché è più facile restare che andare, perché è più semplice non gioire che soffrire? Quante unioni fittizie, quanti taciti accordi per continuare a essere in due a pagare il mutuo, per i figli (che poi in queste situazioni stanno peggio), per la gente che parla e sparla, per convenzione sociale, per sicurezza, per viltà, per paura di rimanere da soli.

Io credo che non ci sia solitudine più profonda di quella in coppia!

A me la solitudine, quella vera, fatta dello stare con se stessi, non ha mai spaventato, anzi a volte la cerco, ne ho necessità, bisogno, per pensare, per scrivere, per metabolizzare. La solitudine che invece mi ha sempre fatto orrore è proprio quella che si prova quando si è in compagnia di qualcun altro, che sia un amico, un familiare o peggio, il partner. Signori miei, l'amore è passione, è follia. Per la compagnia c'è il cagnolino, la TV, il camino, un buon libro e un calice di vino! Invece i più preferiscono la "compagnia", uscire la domenica sul corso a braccetto con qualcuno, perché essere in due significa essersi realizzati. Se non ti sei sposato, se non hai avuto figli, se non hai l'appartamento in città e la villetta al mare, beh hai fallito, avrai sbagliato in qualcosa!

Quanti matrimoni sono semplici copertine di Linus per incapacità di bastarsi, per assicurarsi il bastone in vecchiaia, per "compagnia"? Mai sia! Che poi non si tratta nemmeno di mettercela tutta, come si suol dire, non mi è mai piaciuta la parola "impegnarsi" in amore. Impegnarsi per comprendersi, impegnarsi per costruire, impegnarsi per gestire nel miglior modo possibile il menage, impegnarsi per restare insieme. Impegnarsi in amore mi sa di forzatura! In amore il vivere dev'essere scorrevole, piacevole, naturale, perché il cuore non dà alternativa, perché non si vorrebbe null'altro che quello, perché ci rende felici. Anche le difficoltà di percorso in amore dovrebbero risolversi con complicità, con armonia, non con impegno. L'impegno va bene nel lavoro, ma l'amore non dev'essere un lavoro, dev'essere una gioia! Ed è anche una misera illusione quella in cui molti credono, che l'amore possa nascere nel tempo, con la frequentazione! La complicità forse, si affina con la conoscenza, ma l'empatia d'amore, quella sottile immediata affinità del cuore, nasce nell'attimo stesso in cui s'incrociano gli sguardi. Il resto è ordinaria quotidianità! Che poi l'amore, è forse a scadenza come il latte? A guardarsi attorno parrebbe che, velocemente spento il sacro fuoco della passione, della chimica pura che in genere non supera i 36 mesi, ci si viva stancamente accanto senza più energie, senza entusiasmo, senza alcun guizzo di follia, di strappo alle regole, completamente soffocati da un ordinario convivere, da una noia il cui potere è più letale dell'infarto, con un'idea fissa e ricorrente: restare o scappare?

Allora? Eliminate tutto ciò che non serve, disfatevene. È terapeutico, necessario, vitale! Non abbiate paura di fare pulizia, ovunque serva. Nei cassetti, negli armadi e nelle stanze del cuore!

Comunque, a parte tutto, noi umani siamo davvero strani, eternamente sospesi tra la paura che tutto possa cambiare e il terrore che ogni cosa rimanga immutata!

Io non mi accontento e per essere felice rischio. Non mi sono mai concessa alle mezze misure, mai creduto che un'emozione potesse esplodere a metà, mai pensato che la fame potesse placarsi con le briciole, non saziano e il languore che lasciano intorno allo stomaco è peggiore della fame stessa. Mai creduto alle cinquanta sfumature possibili tra il bianco e il nero. La vita è un viaggio che abbiamo il diritto e il dovere di compiere in prima classe, sempre!

E voi, cosa ne pensate?

Giovanna Politi

Il piacere è peccato?

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