Alice e il fantasmino Corona V

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“Ho voluto scrivere questa favola - dice la scrittrice - per aiutare i bambini ad esorcizzare la paura in un periodo per loro non facile da comprendere e da gestire. L’isolamento dai contesti scolastici, sportivi, ricreativi, la paura per un mostro invisibile e come tale impossibile da sconfiggere ad armi pari, la mancanza dell’aria aperta, degli incontri, degli abbracci, potrebbero segnare profondamente un bambino facendogli trasformare i timori legati al periodo in ansie future sulla vita stessa. Da mamma mi sono posto questo problema e ho voluto in qualche modo contribuire a dare ai piccoli un messaggio di forza e di speranza da recuperare impegnandoci ad avere un maggiore rispetto per il pianeta e per la vita, il cui destino, dipende anche e tanto dal nostro operato. Dedico questa favola a mia nipote Sara e a tutti i bambini del mondo, affinché possano tornare presto a correre liberi tenendo in mano il filo di un aquilone di una ritrovata felicità”.