Lui,
quello di tutte le maledette stagioni...
Lui che come sole prepotente
sciolse i ghiacci
dell'ultimo inverno il cui gelo
mi aveva attraversata irriverente.
E poi l'estate
a liberarmi la mente...
mi accarezzò la fronte
con la spiga dorata
su cui soffiò quel vento sciroccale
da cui mi lasciai però,
solo lievemente piegare.
Mi sfiorò le palpebre chiuse in primavera
con la prima viola del pensiero,
mi riappropriai del desiderio
che poi esplose in autunno
quando ogni foglia languida cadde
per abbandonare il ramo
e lui senza parlare,
mi disse
ti amo.
 
Dipinto di Serge Marshennikov

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