Ancora, a porgere l’orecchio

dolce mi giunge il suon della tua voce,

lento il mio respiro

è quasi affanno mentre di te sospiro,

mentre la mia mente

lascia libero il pensiero in quel volo

che da te, sempre da te, ritorna,

che per te poi ancora si frastorna.

Non c’è legge che metta fine

al languido tormento d’amore,

come non c’è medicina che possa

essere balsamo sul cuore…

ammalato di te, di noi,

della nostalgia di quel tempo

palpabile ancora 

mentre la pelle mia col pensier tuo mi sfioro,

e sempre e solo di te

al solo rimembrare, m’innamoro.

 

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